Una vita da tablet

28.12.2009

in Atomi

Dalle parti di Cupertino saranno certamente molto impegnati in questi giorni. A pochissime settimane dall’evento Apple (previsto per il 26 gennaio), si rincorrono – come sempre – voci e anticipazioni sugli annunci che avranno luogo durante il consueto appuntamento invernale. E il mantra si conferma ancora una volta “tablet”.

Pur rientrando nella categoria di Apple fangirl, la questione tablet non è tra le mie priorità. Un po’ perché preferisco evitare di formulare giudizi prima che l’oggetto sia effettivamente disponibile, un po’ perché ho ancora qualche dubbio sull’utilità (per me) di un dispositivo del genere. Sono equipaggiata con il primo MacBook Air e devo dire che per le mie necessità sono più che soddisfatta, per ora. Dal punto di vista estetico, comunque sono affascinata dalla tecnologia multitouch e non vedo l’ora di studiare una nuova generazione di portatili al tocco. D’altra parte, anche Steve Wozniak lo comprerebbe!

Detto ciò, sentire indiscrezioni sull’imminenete tablet di Apple mi fa un po’ sorridere. Da anni – e lo dico senza esagerare – questo ipotetico laptop touchscreen è atteso e ogni volta sembra quella buona. Mi ricordo lo scorso giugno quando, ancora in redazione, Raffaele mi dice, «ma allora sembra proprio che questo tablet di Apple stia per uscire, ne parla anche il Wall Street Journal… Speriamo, così passo anche io a Mac». E io a negare, perché guarda che lo dicono ogni anno, non ci cascare anche tu.

Qualcosa di simile era già accaduto all’iPhone, atteso per mesi prima di essere ufficialmente presentato.

Il fatto è che alla fine, visto il tempo che trascorre tra le prime voci di corridoio e l’effettiva realizzazione, è scontato che prima o poi questo esca. Qualcosa di simile era già accaduto all’iPhone, atteso per mesi prima di essere ufficialmente presentato. E allora gli analisti e i commentatori si alzeranno nel dire «lo avevo detto, era tutto previsto». Cioè a insistere così a lungo su un’ipotesi si arriva alla fine a spingere così tanto l’idea stessa da mettere Apple in una posizione quasi d’obbligo nei confronti del mercato. Le aspettative, dopotutto, sono fondamentali nell’economia.

Alla fine ho provato a ricostruire per gioco gli ultimi anni di rumor (sebbene ci siano webzine molto più qualificate di me), per tracciare l’evoluzione delle speranze e delle ipotesi.

2006

Quasi quattro anni sono passati, ma già nel 2006 si iniziava a pensare a quando Apple avrebbe messo in vendita il suo primo tablet. L’attesa era particolarmente concentrata sulla nuova generazione di touchscreen sensibile in più punti contemporaneamente: parola chiave, multitouch. In occasione dei primi tam tam, MelaBlog aveva rilanciato un video di un prototipo di schermo multitouch. Alcuni, veramente appassionati, avevano già iniziato a costruirsi il tablet da soli – probabilmente avevano intuito che i tempi sarebbero stati piuttosto lunghi da parte di Apple – denominato iTab: a partire da un iBook 12″, qualche modifica e via, ecco il primo tablet con la mela.

Il 2006 è stato anche l’anno del brevetto del tablet registrato da Apple («But the point is that ok, we get it already Apple, you’re working on a tablet PC. Now how about releasing it so you guys can focus those man-hours on a proper DVR / media Mac for us, eh?»). L’interfaccia multitouch brevettata è oggi utilizzabile su iPhone, su tutti i nuovi trackpad dei portatili Apple e – in parte – anche sul Magic Mouse.

2007

Siamo a gennaio 2007. C’era ancora Franco che imperversava in redazione con le sue idee e con le sue sigarette. La sera prima avevo seguito in diretta (viva il liveblogging) il keynote del MacWorld e la mattina stessa ho iniziato a scrivere per quello che allora era ancora VisionBlog. Il grosso annuncio, quella volta, fu l’iPhone. Il primo mattoncino multitouch, lo smartphone di casa Apple. Mi ricordo le perplessità di Franco sul prezzo, straordinariamente alto, e i dibattiti sul futuro dei cellulari. Quella mattina ho scritto un breve articolo per VisionBlog, che ha poi perso tutta la formattazione quando è diventato VisionPost. Quella mattina, il 10 gennaio 2007, scrivevo:

Tutta l’esperienza dell’utente si basa sul contatto fisico con l’oggetto e l’interfaccia è assolutamente innovativa. […] Il sistema operativo Os X è stato riadattato allo schermo e alle funzionalità dando luogo a una tipologia di controllo stupefacente. Sul sito ufficiale sono disponibili dei video che mostrano le potenzialità del controllo touch, e già in molti sognano un tablet pc in grado di sfruttare il sistema.

[Pensa a quelli che già nel 2007 sognavano un tablet di Apple. Un'attesa infinita, porelli.]

Il tablet dei sogni ha iniziato ad avere una forma molto simile a quella dell’iPhone. A luglio Jeremy Toeman di LiveDigitally sembra proprio sicuro di un imminente lancio: «Non posso credere che abbiano investito così tanto in ricerca e sviluppo per schermi multitouch e non lo riutilizzino oltre all’iPhone».

Ma la vera notizia arriva a fine anno, quando Asus conferma l’inizio della produzione di tablet marchiati Apple. Una fonte che sembrava certa. E invece.

2008

Il 2008 è stato l’anno dell’Asus Eee Pc e dei netbook: portatili contenuti nel prezzo e nelle dimensioni. Facile quindi sperare in una risposta di Apple, sufficientemente competitiva per quel mercato. Ma Apple non si è dimostrata interessata a quel mercato di fascia bassa. Unica proposta di portabilità è stata quella del MacBook Air.

Un anno dopo, a inizio 2008, la musica non era cambiata e neppure la presentazione del MacBook Air aveva consolato i fan del tablet e dell’ultaportabilità:

Nonostante le voci più insistenti comparse nelle ultime ore dessero per scontato proprio un laptop 13″, in molti avevano sposato l’idea di un umpc nato sotto il segno della Mela. Ma le speranze sono state infrante, come scrive Stefano Quintarelli. Chi, invece, sperava in un tablet pc, si deve accontentare di un touchpad multitouch che permette di sfogliare i file e ingrandire una foto con due sole dita.

A giugno del 2008, scrivevo, sempre per VisionPost, un articolo riassuntivo sul keynote di Steve Jobs – l’ultimo prima della pausa dovuta alle critiche condizioni di salute – in cui ho elencato le novità effettive (in particolare l’iPhone 3G) e le speranze disattese dei fan. Tra queste, ho citato il tablet.

2009

Nel 2009 la parola chiave è stata invece ebook. Il nuovo posizionamento dell’ipotetico tablet sarebbe dunque quello di possibile concorrente del Kindle, soprattutto alla luce del fatto che presto l’ereader di Amazon sbarcherà anche in Europa. Lo stesso Wired preannunciava come fallimentare l’arrivo del Kindle con schermo più grande a fronte dell’entrata di Apple sullo stesso mercato grazie al famigerato tablet.

Poi sembrava essere pronto per settembre, giusto in tempo per il periodo natalizio. Ma anche questa volta, il nulla.

Non tutti però sono convinti e danno ancora un po’ di respiro a Apple, collocando la produzione a febbraio 2010 e il commercio tra marzo e aprile. È Macity a dar voce alle ipotesi della società di analisti Oppenheimer.

Lo scorso novembre, PcWorld ha definito il tablet come un vero e proprio miraggio tecnologico.

Let’s face it: the Apple tablet is a mirage created by legions of fanboys and tech dreamers. The closer you get to that mirage, the more you realize it’s not going to be there when you arrive. But then, off in the distance, an even brighter and more beautiful tablet is envisioned for a day that will never come. It’s a nice dream, but it’s just not going to happen.

Su Wired Italia si anche è fatto il punto sulle voci relative alle funzionalità accessorie: dalla videocamera alla connettività 3G. Chi più ne ha, più ne metta.

2010

Questo 2010 che si avvicina sembra proprio – ma proprio proprio – l’anno giusto. Il Wall Street Journal lo segnala tra le 10 previsioni, anche se mettono le mani avanti prevedendo un periodo a cavallo con il 2011. Nello stesso elenco, dopo l’iTablet, c’è la decima previsione: «Il mondo non finirà». E probabilmente il mondo non finirà neppure nel caso in cui il tablet non sbarcherà sulla Terra entro l’anno.

Comments on this entry are closed.

Additional comments powered by BackType

Previous post: A qualcuno piace umami

Next post: The Legend of Zelda: Spirit Tracks